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	<title>Elly Travel &#187; Turismo Scolastico</title>
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	<description>Tourism and Biodiversity</description>
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		<title>Marche: Urbino e l&#8217;Alta valle del Metauro</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 10:25:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marche]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo Scolastico]]></category>

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		<description><![CDATA[L'Alta Valle del Metauro al confine tra le Regioni Umbria e Toscana, nel massiccio montuoso dell'Alpe della Luna, è un vasto territorio incontaminato ricoperto da boschi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Alta Valle del Metauro al confine tra le Regioni Umbria e Toscana, nel massiccio montuoso dell&#8217;Alpe della Luna, &egrave; un vasto territorio incontaminato ricoperto da boschi, dove si incontrano i torrenti Meta ed Auro che, originando il Fiume Metauro, creano il bacino idrografico pi&ugrave; importante delle Marche.</p>
<p></p>
<p>I numerosi sentieri della zona permettono di avvicinarsi ad un ambiente di montagna adatto per la conduzione di gruppi e ricco per la presenza di fauna e flora.</p>
<p></p>
<p>&#8230;e poi la storia: l&#8217;Alta Valle del Metauro, da sempre crocevia di culture ed antichi commerci, offre continue testimonianze storiche, artistiche ed architettoniche: antichi borghi e torri medievali, chiese e pievi ricche di affreschi e quadri, Urbania ed il suo palazzo Ducale, i paesaggi spirituali di Piero della Francesca.</p>
<p></p>
<p>In questa valle vivono ancora vecchi mestieri: la produzione del carbone e della carbonella vegetale, la tessitura e la tintura artigianale, le produzioni di ceramiche artistiche ed infine la raccolta del tartufo con l&rsquo; aiuto del cane per scovare il profumatissimo e prezioso tubero bianco, nobile ed autentico prodotto tipico di questo territorio.</p>
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		<title>Lazio: Isole di Ventotene e S. Stefano</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 10:25:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo Scolastico]]></category>

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		<description><![CDATA[Le Isole di Ventotene e S. Stefano, situate a 20 miglia dalla costa di Gaeta, divenute da alcuni anni Riserva Marina e Terrestre, per la loro limitata grandezza e per la tipicità del loro ambiente naturale e antropizzato costituiscono un laboratorio unico di esperienze di studio e di ricerca in diversi campi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le Isole di Ventotene e S. Stefano, situate a 20 miglia dalla costa di Gaeta, divenute da alcuni anni Riserva Marina e Terrestre, per la loro limitata grandezza e per la tipicit&agrave; del loro ambiente naturale e antropizzato costituiscono un laboratorio unico di esperienze di studio e di ricerca in diversi campi, dalla botanica alla geologia, dalla zoologia all&rsquo;astronomia, dall&rsquo;archeologia alla storia, dalla cultura del mare alla pratica degli sport velici. Sull&rsquo;isola di Ventotene in 20 anni d&rsquo;attivit&agrave; il Centro d&rsquo;Educazione Ambientale &ldquo;Luca Bertolaccini&rdquo; e la Scuola di Vela, hanno ospitato oltre 105.000 persone, in gran parte studenti e docenti di scuole italiane e straniere.</p>
<p>Alle scuole &egrave; offerta la possibilit&agrave; di scegliere a Ventotene programmi diversi e personalizzati per soggiorni naturalistici, storico-archeologici e corsi di vela riservati alle scuole. La presenza di guide, accompagnatori e istruttori qualificati, la disponibilit&agrave; d&rsquo;attrezzature didattiche e scientifiche fra cui un telescopio professionale garantiscono la massima qualit&agrave; dei servizi offerti. Tutte le attivit&agrave; didattiche sono gestite sotto la direzione di esperti, naturalisti, biologi, astronomi, storici, geologi, archeologi, velisti che attraverso lezioni teoriche ed esperienze sul campo permettono agli studenti e ai docenti di fare una esperienza unica sia nell&rsquo;acquisizione di nuove conoscenze che nell&rsquo;utilizzo di nuovi.</p>
<p><b>Credito formativo e aggiornamento</b><br />
A tutti gli studenti e i docenti che parteciperanno ai campi scuola di Ventotene verr&agrave; rilasciato un attestato utilizzabile come credito formativo o come attivit&agrave; di aggiornamento.</p>
<p><b>I partners</b><br />
Circolo Velico Ventotene<br />
Associazione Mediterranea<br />
Mediterranea Viaggi<br />
Gruppo Nuova Compagnia delle Indie</p>
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		<title>Campania: Napoli da A&#8230;mare</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 10:25:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo Scolastico]]></category>

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		<description><![CDATA[La conoscenza diretta dell’ambiente marino costiero, le escursioni didattiche, il contatto sensoriale con l’ambiente marino e gli organismi che in esso si incontrano]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La presente proposta si inserisce in un pi&ugrave; ampio programma: L&rsquo;Educambiente, un progetto di educazione ambientale che parte dalla conoscenza, dall&rsquo;esplorazione, dall&rsquo;analisi delle trasformazioni del territorio, per contribuire alla formazione di cittadini che assumano coscienza delle emergenze del territorio e che sviluppino linee comportamentali ecologicamente responsabili.<br />
Il programma proposto intende fondere educazione ambientale con la conoscenza delle caratteristiche turistico &ndash; culturali del territorio campano&#8230; La conoscenza diretta dell&rsquo;ambiente marino costiero, le escursioni didattiche, il contatto sensoriale con l&rsquo;ambiente marino e gli organismi che in esso si incontrano,&hellip; la gastronomia tipica, i panorami&hellip;.vi faranno scoprire aspetti accattivanti della ns. regione.</p>
<p><b><img src="http://ellytravel.com/new/wp-content/uploads/2008/05/icr_mare.jpg" alt="" /></b></p>
<p><b>In collaborazione con I.C.R. Mare</b><br />
L&#8217;Istituto Cooperativo di Ricerca sul Mare (I.C.R. MARE) nasce nel 1993 con l&#8217;obiettivo di valorizzare le potenzialit&agrave; tecniche e scientifiche delle Cooperative di ricerca aderenti all&#8217;A.G.C.I.Pescae gi&agrave; da tempo operanti, sia su scala nazionale che internazionale, nel campo della ricerca, formazione e divulgazione nei settori Pesca, Acquacoltura ed Ambiente. I.C.R. Mare presenta un team di pi&ugrave; di 70 ricercatori in possesso di significative esperienze sul campo, sia in Italia che all&#8217;estero, con attrezzature all&#8217;avanguardia nel settore della ricerca scientifica applicata, che ne fanno una delle poche realt&agrave; scientifiche autonome a livello nazionale.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Campania: Archeologia e Natura nel Parco Nazionale del Cilento</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 10:24:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo Scolastico]]></category>

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		<description><![CDATA[Le aree archeologiche di Paestum e di Velia con i loro dintorni sono il luogo ideale per rivivere il processo di colonizzazione greca avvenuto nell’Italia meridionale circa 2500 anni fa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><b>Scuole</b>: medie inferiori e superiori <br />
<b>Periodo consigliato</b>: tutto l&rsquo;anno</p>
<p>Le aree archeologiche di Paestum e di Velia con i loro dintorni sono il luogo ideale per rivivere il processo di colonizzazione greca avvenuto nell&rsquo;Italia meridionale circa 2500 anni fa. All&rsquo;inestimabile patrimonio artistico presente in zona va aggiunto un sistema ambientale ancora miracolosamente integro grazie anche alla nascita del Parco Nazionale del Cilento che consente di vedere ci&ograve; che i Greci videro al loro sbarco avvenuto circa 2.500 anni fa.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Campania: Il richiamo del mare, le grotte marine, i pescatori, il museo vivo del mare</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 10:24:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo Scolastico]]></category>

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		<description><![CDATA[Sotto il pelo dell’acqua, le grotte marine sono come scrigni, che ospitano animali altrove rari...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><b>Scuole: </b>medie inferiori e superiori<br />
<b>Periodo consigliato: </b>primavera/autunno</p>
<p>Il Promontorio di Capo Palinuro ospita oltre una trentina di grotte marine. Molte hanno uno sviluppo quasi interamente subacqueo e sono accessibili solo a speleologi subacquei, mentre altre sono meta anche dei subacquei sportivi, ma solo con l&rsquo;assistenza esperta dei centri di immersione locali. Sotto il pelo dell&rsquo;acqua, le grotte marine sono come scrigni, che ospitano animali altrove rari. Qui abbondano cernie, saraghi, corvine, murene, e sulle pareti al giallo intenso di minuscoli coralli di Leptosamnia fanno da contrasto l&rsquo;arancio brillante dell&rsquo;Astroides, il vinaccia e l&rsquo;azzurro di certe spugne, il bianco delle gorgonie Eunicella o il rosso violaceo delle Paramuricea, o il delicato rosa dei merletti di pare (Sertella), per non parlare di granchi, gamberi e nudibranchi dai colori ora sgargianti ora perfettamente mimetizzati col fondo.</p>
<p><b>Metodologia </b><br />
L&rsquo;incontro dal vivo con il Parco, la sua natura e la sua storia sar&agrave; preceduta da un&rsquo;introduzione didattica tenuta da personale specializzato con l&rsquo;ausilio di materiale cartaceo e video che consentir&agrave; ai ragazzi di comprendere meglio tutte le caratteristiche del Parco Nazionale del Cilento. Le visite sul posto saranno poi seguite da incontri dibattito che gli consentiranno di sintetizzare le loro esperienze e di approfondire eventuali curiosit&agrave;.</p>
<p><b>Obiettivi</b><br />
Avvicinare i ragazzi alla conoscenza diretta di una delle componente fondamentale del Parco: il MARE. Illustrare ai giovani le peculiarit&agrave; dell&rsquo;ambiente marino della fascia costiera del Cilento che rappresenta un&rsquo;area di particolare valore ecologico ed ambientale, attraverso la visita di grotte marine, la conoscenza di un&rsquo;operazione di pesca, la visita al museo vivo del mare, l&rsquo;ideale per vedere pi&ugrave; da vicino tutto quello che si nasconde sotto il livello del mare.</p>
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		<title>Campania: Alla scoperta dell&#8217;oro del Cilento</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 10:24:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo Scolastico]]></category>

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		<description><![CDATA[Il progetto “l’Oro del Cilento” inizia valutando i motivi per cui la popolazione cilentana è strettamente legata alla coltura dell’Olivo pisciottano, tanto da considerarlo più prezioso dell’oro stesso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><b>Scuole: </b>elementari, medie inferiori e superiori. <br />
<b>Periodo consigliato: </b>tutto l&rsquo;anno.</p>
<p>Il progetto &ldquo;l&rsquo;Oro del Cilento&rdquo; inizia valutando i motivi per cui la popolazione cilentana &egrave; strettamente legata alla coltura dell&rsquo;Olivo pisciottano, tanto da considerarlo pi&ugrave; prezioso dell&rsquo;oro stesso. Soprattutto nelle epoche passate, questa pianta ha svolto un ruolo principale nell&rsquo;economia dei piccoli paesini cilentani costituendo, oltre che una fonte d&rsquo;alimento, anche una fonte energetica e una fondamentale merce da barattare, in cambio di grano che in queste terre, dure all&rsquo;aratro, non si riusciva coltivare. Le dimensioni, la forma, le caratteristiche dei frutti, i metodi di raccolta dell&rsquo;Olivo pisciottano sono diversi da quelli dell&rsquo;Olivo comune. Di fatto questa variet&agrave; &egrave; esclusiva del territorio cilentano. Oltre a descrivere tali differenze verranno illustrati i molteplici impieghi dell&rsquo;olio, che in passato veniva utilizzato come combustibile per le lanterne e per i fari, come lenitivo per scottature e irritazioni, come base per estrarre i principi attivi di molte piante medicinali, come lubrificante e infine una volta surriscaldato diveniva una potente arma contro i pirati Turchi e Saraceni che spesso hanno assalito questa porzione di costa proprio alla ricerca di olio.</p>
<p><b>Il Progetto </b><br />
Tutti i progetti saranno preceduti da una breve introduzione centrata sul soggetto del programma prescelto, allo scopo di preparare i ragazzi alla loro giornata. Il progetto &ldquo;l&rsquo;Oro del Cilento&rdquo; inizia valutando i motivi per cui la popolazione cilentana &egrave; strettamente legata alla coltura dell&rsquo;Olivo pisciottano, tanto da considerarlo pi&ugrave; prezioso dell&rsquo;oro stesso. Soprattutto nelle epoche passate, questa pianta ha svolto un ruolo principale nell&rsquo;economia dei piccoli paesini cilentani costituendo, oltre che una fonte d&rsquo;alimento, anche una fonte energetica e una fondamentale merce da barattare, in cambio di grano che in queste terre, dure all&rsquo;aratro, non si riusciva coltivare. Le dimensioni, la forma, le caratteristiche dei frutti, i metodi di raccolta dell&rsquo;Olivo pisciottano sono diversi da quelli dell&rsquo;Olivo comune. Di fatto questa variet&agrave; &egrave; esclusiva del territorio cilentano. Oltre a descrivere tali differenze verranno illustrati i molteplici impieghi dell&rsquo;olio, che in passato veniva utilizzato come combustibile per le lanterne e per i fari, come lenitivo per scottature e irritazioni, come base per estrarre i principi attivi di molte piante medicinali, come lubrificante e infine una volta surriscaldato diveniva una potente arma contro i pirati Turchi e Saraceni che spesso hanno assalito questa porzione di costa proprio alla ricerca di olio. In escursione avremo la possibilit&agrave; di visitare un uliveto pisciottano ultracentenario ed un uliveto comune, osservandone concretamente le differenze, scopriremo come questa pianta si difende dalla temibile mosca dell&rsquo;olivo, senza pesticidi e perch&eacute; i contadini gi&agrave; mille anni fa piantavano insieme all&rsquo;Olivo qualche pianta di Roverella e di Carrubo come pratica di agricoltura biologica. Sperimenteremo praticamente i metodi di raccolta, di pulitura e di macinazione attraverso la visita ad un frantoio biologico dell&rsquo;entroterra, all&rsquo;interno del quale faremo i piccoli chimici, divertendoci a misurare in provetta il grado di acidit&agrave; dell&rsquo;olio. Il viaggio alla scoperta dell&rsquo;oro del Cilento ci porter&agrave; poi in un frantoio antico nel quale comprenderemo i metodi che i nostri avi utilizzavano per produrre il loro prezioso oro.</p>
<p><b>Obiettivi</b><br />
Individuare le differenze tra l&rsquo;Olivo pisciottano e l&rsquo;Olivo comune.<br />
Offrire un quadro completo dei processi di trasformazione dell&rsquo;olio d&rsquo;oliva.<br />
Illustrare le relazioni personali e l&rsquo;intimit&agrave; con la natura a livello emotivo tra l&rsquo;uomo e il suo territorio.<br />
Sviluppare un atteggiamento di attenzione verso la natura e la consapevolezza dell&rsquo;importanza della sua protezione. <br />
Illustrare alcune pratiche di agricoltura biologica.<b><br />
</b></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Campania: Sulle tracce del passato</title>
		<link>http://www.ellytravel.com/2011/11/15/campania-sulle-tracce-del-passato/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 10:21:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo Scolastico]]></category>

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		<description><![CDATA[Conoscere attraverso visita in loco degli scavi archeologici di Velia e il paese fantasma di S.Severino di Centola, il centro storico di Roccagloriosa e Camerota, le torri costiere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avvicinare i ragazzi alla conoscenza diretta di alcune realt&agrave; archeologiche e storiche del Parco.<br />
Conoscere attraverso visita in loco degli scavi archeologici di Velia e il paese fantasma di S.Severino di Centola, il centro storico di Roccagloriosa e Camerota, le torri costiere. <br />
Conoscere l&rsquo;armonia esistente tra i quattro siti e la parte di territorio in cui sono ubicati. <br />
Conoscere le ragioni per cui i quattro siti sono stati ubicati in quella parte di territorio e non altrove. <br />
Conoscere i valori storici e socio-culturali dei quattro siti.<br />
Conoscere il valore che aveva il concetto di difesa per i popoli che abitarono Velia, San Severino di Centola, Roccagloriosa e Camerota.<br />
I ragazzi saranno quindi indotti a partorire, attraverso il confronto, le differenze tra i diversi siti, tra le tecniche di difesa adottate e l&rsquo;impatto ambientale scaturito dalle stesse, registrando il tutto con appositi strumenti in relazione alla maturazione della coscienza ambientale.</p>
<p><b>San Severino di Centola</b><br />
Il borgo medioevale di San Severino di Centola &egrave; un paese fantasma disabitato da mezzo secolo. Situato in posizione dominante sulla Valle del Mingardo, si trova sui dirupi della Gola del Diavolo, dove nel 1075 venne ucciso in un&rsquo;imboscata il longobardo Guido, Conte di Policastro. Le origini di San Severino sono legate ai Longobardi che costruirono sul colle una torre di avvistamento, poi venne costruito il castello e man mano si svilupp&ograve; l&rsquo;intero casale sul crinale. Della chiesa di Santa Maria degli Angeli resta in piedi solo il lato destro e il campanile, mentre il castello e la torre sono dei ruderi molto suggestivi.<br />
<b><br />
Velia</b><br />
L&rsquo;antica Citt&agrave; di Elea-Velia venne fondata dai Focei, un popolo di esperti navigatori, costretti ad abbandonare la loro patria, Focea nell&rsquo;Asia minore. Dopo varie peregrinazioni nel mediterraneo, nel 540 a.C. si fermarono in un luogo simile a quello lasciato nella madre patria fondando la citt&agrave; di Hyele. La citt&agrave; acquist&ograve; presto grande fama ed esercit&ograve; un ruolo importante nel Tirreno per la prosperit&agrave; dei commerci, ma dovette sostenere numerose lotte. Nell&rsquo;anno 88 a.C. divent&ograve; Municipio romano e prese il nome di Velia; durante la guerra civile fu base navale di Bruto ed Ottaviano. A seguito della costruzione della via Popilia, che sfrutta le vie interne per i collegamenti tra Roma ed il sud a scapito delle citt&agrave; costiere, e le alluvioni che resero paludosa la zona bassa della citt&agrave; costrinsero gli abitanti prima a rifugiarsi nelle zone alte della citt&agrave; fino ad abbandonarla definitivamente.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Campania: Il viaggio di una goccia d&#8217;acqua</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 10:21:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo Scolastico]]></category>

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		<description><![CDATA[Prima di partire per il viaggio insieme ad una goccia d’acqua, in classe verrà focalizzata l’attenzione sull’acqua non come un normale bene di uso quotidiano, ma come preziosissima risorsa in via di esaurimento che ha dei tempi di rinnovazione e di accumulo molto più lenti di quelli dei prelievi umani.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><b>Scuole: </b>elementari, medie inferiori e superiori <br />
<b>Periodo consigliato: </b>tutto l&rsquo;anno</p>
<p>Prima di partire per il viaggio insieme ad una goccia d&rsquo;acqua, in classe verr&agrave; focalizzata l&rsquo;attenzione sull&rsquo;acqua non come un normale bene di uso quotidiano, ma come preziosissima risorsa in via di esaurimento che ha dei tempi di rinnovazione e di accumulo molto pi&ugrave; lenti di quelli dei prelievi umani. Una volta compreso il fondamentale ruolo dell&rsquo;acqua nella vita di tutti gli organismi, potremo iniziare insieme con lei il suo viaggio: dalle nuvole al mare. Lungo la riva del fiume Mingardo capiremo come si originano i fiumi, le sorgenti, le falde; insieme potremo facilmente identificare il bacino idrografico del fiume e capire la straordinaria importanza della vegetazione ripariale nel contenimento delle piene e nella stabilizzazione dei versati. Seguendo il sentiero raggiungeremo la casa dell&rsquo;Airone cinerino e successivamente la spiaggia di Cala del Cefalo, meravigliosa baia incastonata tra alte pareti rocciose ricche di grotte, inserita tra i Siti di Interesse Comunitario.</p>
<p><b>Il Progetto </b><br />
Prima di partire per il viaggio insieme ad una goccia d&rsquo;acqua, in classe verr&agrave; focalizzata l&rsquo;attenzione sull&rsquo;acqua non come un normale bene di uso quotidiano, ma come preziosissima risorsa in via di esaurimento che ha dei tempi di rinnovazione e di accumulo molto pi&ugrave; lenti di quelli dei prelievi umani. Una volta compreso il fondamentale ruolo dell&rsquo;acqua nella vita di tutti gli organismi, potremo iniziare insieme con lei il suo viaggio: dalle nuvole al mare. Lungo la riva del fiume Mingardo capiremo come si originano i fiumi, le sorgenti, le falde; insieme potremo facilmente identificare il bacino idrografico del fiume e capire la straordinaria importanza della vegetazione ripariale nel contenimento delle piene e nella stabilizzazione dei versati. Seguendo il sentiero raggiungeremo la casa dell&rsquo;Airone cinerino e successivamente la spiaggia di Cala del Cefalo, meravigliosa baia incastonata tra alte pareti rocciose ricche di grotte, inserita tra i Siti di Interesse Comunitario. Scopriremo cosa succede quando una goccia d&rsquo;acqua incontra una roccia carbonatica, e illustrando il fenomeno carsico, capiremo come si formano le grotte, le falesie e le spiagge, interpretando in chiave scientifica tutto ci&ograve; che la natura ha creato in questo particolare e incontaminato territorio dove &egrave; possibile toccare con mano quello che si studia, stimolando i ragazzi ad un approccio pratico con le materie scientifiche. Termineremo il viaggio con l&rsquo;acqua calcolando i nostri consumi e i nostri sprechi. <br />
Quanta acqua consumiamo per fare la doccia?<br />
Quanta acqua si perde da un rubinetto che gocciola?</p>
<p><b>Obiettivi</b><br />
Promuovere una conoscenza collettiva sui problemi dell&#8217;acqua e una riflessione sul valore dell&#8217;acqua quale risorsa universale per l&#8217;umanit&agrave;.<br />
Stimolare i ragazzi ad una partecipazione effettiva e responsabile della gestione e consumo dell&#8217;acqua <br />
Promuovere cambiamenti di comportamenti nei confronti dell&#8217;acqua nel proprio territorio.<br />
Studio e proposte di piccole ma efficaci strategie per limitare gli sprechi <br />
Divenire consapevoli che le scelte e le azioni individuali e collettive comportano conseguenze non solo sul presente ma anche sul futuro.<br />
Stimolare i ragazzi all&rsquo;apprendimento attraverso il confronto immediato tra ci&ograve; che si spiega e ci&ograve; che si vede, si tocca, si sente.<br />
Fornire un quadro di insieme dei legami che intercorrono tra fumi, vegetazione ripariale, mare, spiaggia e grotte.</p>
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