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Egitto: deserto misterioso

8 giorni, il piccolo mare di sabbia, la valle delle balene e molto altro ancora…
L’enorme estensione che giace tra la strada delle oasi e il Nilo è una regione vasta quanto il Belgio e l’Olanda assieme, ma assolutamente disabitata e praticamente sconosciuta. Grazie alla nostra profonda conoscenza del deserto egiziano, siamo i primi a offrire un viaggio per esplorare quest’area e conoscerne gli interessanti aspetti. Nella parte Nord il jebel Qatrani, un altopiano chiamato “il piccolo Gilf Kebir” per la somiglianza con la vasta montagna, molto più nota, nell’estremo sud del paese. Di origine sedimentaria, presenta splendide vallate colorate dove si trovano giacimenti fossili, tra i più importanti del mondo. Poi la sponda nord del lago Qarun, totalmente desertica, per visitare in completa solitudine due siti archeologici inaspettati: Kasr El Sagha e Dimeh. Procedendo in pieno deserto si raggiunge un sito straordinario protetto dall’Unesco, wadi El Hitan, la “Valle delle Balene”, dove i paleontologi hanno scoperto decine di scheletri fossili di balena. Questo deserto è attraversato da un cordone di dune, Abu Muharrik, che è considerato il più lungo del mondo, oltre 500 km. Si viaggerà tra le dune di questo “Piccolo Mare di Sabbia” fino a raggiungere un altro luogo speciale: la Djara Cave. Forse la più grande grotta carsica di tutto il Sahara, non ancora studiata, con stalattiti che affondano nel profondo strato di sabbia che si è sedimentato sul fondo della grotta. Ed infine si raggiunge la depressione di Farafra e il Deserto Bianco, nella località di Agabat, lontano dai punti più frequentati e forse l’angolo più spettacolare, con i pinnacoli di rocce fossilifere bianche che si alternano a morbide dune gialle. Sulla via del ritorno verso il Cairo sosta all’oasi di Bahariya per visitare il museo delle mummie d’oro e due splendide tombe tolemaiche. Guida locale e nostro accompagnatore.

QUOTA DI PARTECIPAZIONE:
da Milano/Roma
10-14 partecipanti € 1.620
8-9 partecipanti € 1.720
(a) Suppl. alta stagione aerea e locale € 180
(f) partenza con workshop fotografico
(facoltativo) con Max Dorigo, Suppl. € 250
(sp) partenze speciali, riduzione di € 130
Suppl.Sgl. € 100

ITINERARIO:
1° Arrivo al Cairo / notte in hotel
2° La falesia di jebel Qatrani / il tempio di Qasr el Sagha / i resti della città di Dimeh / la sponda nord del lago Qarun / notte in campo
3° Wadi Heitan, la valle delle “balene” / verso sud lungo la grande duna Abu Muharrik / notte in campo
4° Dune, depressioni e conchiglie fossili / notte in campo
5° La Djara Cave / il wadi dei meloni di pietra / le spettacolari formazioni calcaree di Agabat / campo
6° Attraverso i torrioni, i funghi e i panettoni del Deserto Bianco / la sorgente di Ain Serwa / notte in campo
7° L’oasi di Farafra / l’oasi di Bahariya / il museo le mummie d’oro / le tombe tolemaiche / notte in hotel
8° Trasferimento al Cairo / volo per l’Italia

La valle delle balene
Wadi Al-Hitan in arabo vuole dire esattamente “la valle delle balene”. È un sito paleontologico che si trova nel deserto occidentale dell’Egitto. Nel 2005 è stato inserito nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO per le centinaia di fossili che si trovano in quest’area, rappresentanti gli archeoceti, cioè gli antichissimi progenitori delle odierne balene. I fossili mostrano resti di arti nascosti, e permettono pertanto la spiegazione del grande mistero dell’evoluzione dei cetacei da forme di vita terrestri a forme di vita marine. Nessun altro luogo al mondo possiede una tale concentrazione di fossili. La presenza anche di fossili di altre forme di vita animale e vegetale come squali, coccodrilli, tartarughe e mangrovie, permette di ricostruire perfettamente l’habitat marino di quei tempi. Il primo scheletro fossile fu scoperto nel 1902, ma per i successivi 80 anni non suscitò particolare interesse. Solo negli anni ’80 con la diffusione delle vetture 4×4 il sito cominciò ad essere visitato dai collezionisti di fossili che rimossero molte ossa suscitando quindi un allarme tra i ricercatori. I fossili di balena sono i più diffusi e sono presenti sia come ossa che come scheletri interi in un ottimo stato di conservazione.Lo scheletro più grande ritrovato è quello di un cetaceo di 21 metri di lunghezza con cinque pinne e un’inaspettata presenza di “zampe posteriori” con “dita” della famiglia dei Basilosauri.

  • DATA DI PARTENZA: 12 febbraio