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Etiopia, Dancalia

Una grande spedizione che si può realizzare solo ora che è stata riaperta la vecchia strada costruita dagli italiani che collegava Makallè, sull’altopiano, con la depressione Dancala, permettendone così l’attraversamento completo da sud a nord. Un’Etiopia diversa, sconosciuta, selvaggia e spettacolare.
Un caleidoscopio di ambienti totalmente differenti gli uni dagli altri: da quelli verdeggianti dell’altopiano con mercati e paesi abitati da popolazioni Tigrine e Oromo, alle aride distese della depressione dancala frequentate solo dagli Afar, il popolo di bellissime donne e fieri guerrieri che ancora oggi accetta malvolentieri l’autorità del governo di Addis Abeba e che vive in una delle regioni più inospitali del pianeta.

Il vulcano Erta Ale uno dei pochi al mondo con la caldera di lava in ebollizione che si raggiunge con una bella e facile camminata di circa 3 ore attraverso incredibili resti di colate laviche, i piccoli villaggi di capanne rotonde nel deserto, i cimiteri Afar con tumuli in pietra a torre, gli ambienti primordiali di Dallol, con le spettacolari e uniche formazioni saline cristallizzate attorno a pozze in technicolor che lasciano a bocca aperta; la Piana del Sale l’esteso bacino dove nel mezzo del nulla decine di cavatori di sale raccolgono il prezioso minerale e caricano le sterminate carovane di muli e cammelli che con passo ondeggiante lo portano ai mercati dell’altopiano come mille anni fa…

Tutti i gruppi sono accompagnati da nostri esperti tour leader.

PROGRAMMA DI VIAGGIO

1° giorno / Italia – Francoforte – Addis Abeba Partenza dall’Italia al mattino per Addis Abeba via Francoforte con voli di linea Lufthansa. Arrivo alla sera, accoglienza e trasferimento in hotel. Pernottamento.

2° giorno / Addis Abeba – Parco Awash Partenza in direzione sud-est verso il Parco Awash. Dall’altopiano di oltre 2000 m dove si trova la capitale attraverso i dolci paesaggi di campi coltivati e villaggi si scende di altitudine per raggiungere il Parco Awash. Quest’area protetta, istituita nel 1996 per salvaguardare gli animali e il loro habitat, si estende ad un’altitudine di circa 800/900 metri. Il confine meridionale del Parco è segnato dal fiume Awash, che lo attraversa in direzione nord per poi perdersi nella depressione dancala senza mai raggiungere il mare. Possibilità di avvistare orici, kudu, gazzelle, facoceri, babbuini. Non mancheremo di fare una visita a Madam Kiki, la mitica, anziana signora greca che gestisce il Buffet dell’Awash da più di cinquant’anni e grande amica dell’imperatore Hailè Selassiè. Pernottamento nel nuovo, anche se semplice, albergo locale. Pensione completa.

3° giorno / Awash – Semera Si scende verso la depressione dancala percorrendo la veloce strada asfaltata per Assab che attraversa vastissime estensioni di erba gialla ed è frequentata dai numerosi autocarri che provengono da Gibuti, il porto che rifornisce tutta l’Etiopia. Nel tardo pomeriggio si raggiunge la cittadina di Semera, ora il capoluogo della regione Afar: qui si dovranno sbrigare le formalità per ottenere i permessi per visitare la regione. Campo nel cortile di un semplice alberghetto locale nella paese di Logiya (potrebbero esserci disponibili anche alcune camere, ma molto modeste). I campi mobili sono allestiti con gli equipaggiamenti a bordo delle vetture. Sono fornite tende del tipo ad igloo per due persone o in singola e materassini in gommapiuma. E’ necessario portare il proprio sacco a pelo ed un cuscino. Per il montaggio delle tende, molto facile e veloce, è necessaria la collaborazione dei partecipanti. Per le cene si utilizzeranno tavoli e sedie. La cucina sarà curata da un cuoco. Acqua, in quantità moderata, e catini saranno a disposizione per lavarsi. Le condizioni dei servizi igienici, dove disponibili, sono decisamente scarse sia per pulizia che numero di bagni. In alternativa alla tenda, in alcuni villaggi Dancali sarà possibile dormire su “angareb” che sono semplici letti artigianali costruiti dagli Afar. Le temperature notturne sono miti ed è quindi molto piacevole dormire all’aria aperta.

4° giorno / Semera – Lago Afrera Dopo l’ottenimento dei permessi e l’assegnazione di una guida Afar e della scorta armata (uno o due soldati, secondo le dimensioni del gruppo), si parte per raggiungere il lago Afrera. L’avvicinamento avviene in una regione piatta e desertica sulla quale si staglia lontana all’orizzonte la sagoma del cono vulcanico Afrera. Lungo il percorso si incontrano piccoli villaggi Afar costituiti di capanne in forma di igloo completamente mimetizzate tra le formazioni laviche e originali complessi cimiteriali composti da alti tumuli di pietre in forma tronco-conica. Il lago Afrera (conosciuto ai tempi della colonizzazione italiana come Giulietti) posto a oltre 100 metri sotto il livello del mare è uno specchio d’acqua salmastra circondato da basalti neri. Con il completamento della nuova strada asfaltata è iniziato lo sfruttamento del lago per la produzione di sale ed è sorto un villaggio stile far-west. Pernottamento in tenda, o sugli “angareb” in uno spiazzo all’interno del villaggio dato che non è consentito pernottare al di fuori dell’abitato.

5° giorno / Lago Afrera – villaggio di Ksarawat – vulcano Erta Ale (campo base) Da Afrera, dopo aver visitato le saline, si prosegue lungo una pista piuttosto sconnessa verso nord per raggiungere il cuore della depressione dancala. Si attraversa la piana di Rorom, una vasta colata di lava nera infuocata dal sole. Non lontano dal vulcano Erta Ale è insediato il piccolo villaggio Afar di Ksarawat. Si contatterà il capo del villaggio per organizzare l’ascesa fino al bordo del cratere con l’aiuto dei loro cammelli. Con una pista veramente terribile, si viaggia praticamente sulla lava, si raggiunge una radura dove si installa il campo da cui si partirà per la salita al vulcano. Campo e pernottamento in tenda al campo base del vulcano Erta Ale. Dove normalmente ci si accampava sia alla base sia sulla cima del vulcano, negli ultimi anni gli Afar si sono organizzati costruendo alcune capanne e semplici ripari per il vento in pietra. Se disponibili, in quanto non si possono prenotare a priori, ne prenderemo alcune da condividere tra i componenti del gruppo che preferiscono dormire all’interno della capanna sulla terra battuta piuttosto che in tenda o all’aria aperta.

6°-7° giorno / vulcano Ertale – piana di Rorom All’alba, per evitare il caldo eccessivo e per godersi al meglio il vulcano, si parte accompagnati dalla guida Afar e da alcuni cammelli che trasportano i materassini il vitto e la grossa scorta di acqua minerale. La camminata della durata di 3 ore circa non è particolarmente impegnativa come terreno e come dislivello, ed è molto interessante per le continue forme “curiose” dei blocchi di lava e le fenditure che si incontrano. Raggiunto il bordo del grande cratere si apre uno spettacolo entusiasmante. Vari crateri più piccoli emettono fumi segno di un’imponente attività vulcanica. La giornata sarà trascorsa esplorando il cratere e il bordo dove sono presenti formazioni di lava e ceneri multicolori. Si aspetterà la sera e si trascorrerà una notte un po’ scomoda, ma molto suggestiva proprio sull’orlo della caldera dell’Erta Ale dove spettacolo della lava rossa (che può essere ammirata solo di notte) che bolle nella caldera è unico ed affascinante, tenendo anche conto che questo è uno dei 3 vulcani al mondo costantemente attivi. Per il pernottamento sulla cima saranno disponibili solo i materassini e si potrà dormire all’aperto ammirando lo spettacolo dei bagliori del vulcano, oppure all’interno delle capanne, se disponibili. Al mattino successivo, in poche ore si ritorna alla base, ci si rilassa e ci si rinfresca. Dopo pranzo si prosegue verso nord, percorrendo la piana di Rorom per porre il campo nei pressi di qualche villaggio Afar.

8° giorno / Waideddo – Dallol Partenza con le vetture verso nord. Si attraversa una desolata e polverosa pianura delimitata a est dalla catena di vulcani del sistema dell’Erta Ale, numerosi incontri con gli Afar che seguono le mandrie di bovini al pascolo. Si raggiunge Waideddo, una rigogliosissima oasi di palme dum, dove se fortunati potremo assistere alla produzione del vino di palma. Infine si prosegue attraverso una piana sabbiosa, per Dallol, forse il luogo più famoso della Dancalia, ai margini del lago Assale. Ci sistemeremo nel villaggio di Ahmed Ela, poco lontano dal luogo in cui viene estratto il sale e punto di passaggio obbligato per tutte le carovane che scendono dall’altopiano verso la piana del sale e viceversa. A ovest le scure montagne dell’Acrocoro Etiopico e a est l’immensa abbagliante distesa di sale del lago Assale. E’ obbligatorio pernottare nel villaggio di Ahmed Hela dove ci si sistema in tenda oppure sugli “angareb” nel cortile di una capanna che viene utilizzata dal cuoco per preparare i pasti.

9° giorno / le formazioni colorate di Dallol e le carovane del sale Attraversando per svariati chilometri la Piana del Sale con immagini suggestive raggiungeremo il basso cratere vulcanico di Dallol dove potremo assistere ad uno straordinario spettacolo della natura: i fenomeni geotermici sotto alla Piana del Sale portano in superficie vapori bollenti che contengono sali che cristallizzano in una moltitudine di pozze d’acqua che vanno dal verde al giallo, dal rosso al viola circondate a loro volta da formazioni di sali multicolori: uno scenario straordinario che lascia senza respiro. Poco lontano spuntano le colonne di Dallol e le torri della cosidetta città fantasma. Interessante la descrizione che ne fa Ludovico Nesbitt, l’italiano primo esploratore della regione, nel suo libro” La Dancalia esplorata”: … il sole stava per tramontare. Dallol brillò e sul netto sfondo nell’aria purificata ci apparve come una città turrita, fantastica. Scorgemmo pinnacoli e spire e guglie e cuspidi formanti disegni che gli agenti atmosferici hanno impresso in quelle rocce e, che di profilo facevan pensare a fortificazioni e dimore fiabesche di gnomi e maghi… Ritorno ad Ahmed Ela in tempo per incontrare le incredibili carovane di cammelli che a centinaia rientrano dalle cave per portare il sale sull’altopiano… uno spettacolo veramente biblico. Cena e pernottamento in tenda o sugli “angareb” ad Ahmed Ela.

10° giorno / le cave di sale – Berhale Al mattino ci si reca nel bel mezzo della Piana del Sale dove i lavoratori dancali e tigrini sono intenti a raccogliere e preparare le forme di sale che poi verranno trasportati verso l’altipiano con carovane di cammelli e muli. Il lavoro più faticoso spetta ai tigrini che con lunghi bastoni devono spaccare e sollevare le pesanti lastre di sale con scene che si ripetono immutate da centinaia di anni. Agli Afar invece spetta il compito più lieve di sagomare, con l’ausilio di piccole zappe, i blocchi di sale in forma di mattonelle. Assisteremo al carico dei cammelli e a scene che ci riportano a tempi antichi. In tarda mattinata partenza in direzione dell’altopiano, seguendo pista parallela alla via carovaniera. Sosta panoramica in prossimità del fiume Sabba dove si addentra la carovana del sale che scompare all’interno di sinuosi e stretti canyon. Noi ritroveremo la mitica carovana proprio nel villaggio di Berhale dove si pagano i dazi e si svolgono i primi commerci di questa preziosa merce che è il sale, che viene poi caricato su autocarri. Il villaggio di Berhale è cresciuto molto negli ultimi anni, qui ritroveremo un minimo di civiltà e una birra fresca. Pernottamento in tenda in una bella area di acacie in prossimità del wadi Sabba.

11° giorno / Berhale – Makallè Si prosegue per Makallè lungo la vecchia strada sterrata costruita dagli italiani, rimasta chiusa per trent’anni a causa di una frana e riaperta solo da pochi anni. Il paesaggio cambia completamente, si incontrano gli Afar di montagna le cui donne sono più colorate e più riccamente acconciate che non quelle della depressione dancala. Poi improvvisamente ci si ritrova nel Tigray con case squadrate costruite in pietra, campi coltivati e una popolazione completamente differente. Anche la temperatura cambia e dal caldo della depressione si trova l’aria frizzante dell’altopiano che è situato a più di 2.000 metri di altitudine. Cena e pernottamento in hotel a Makallè o a Gheralta.

12° giorno / le chiese rupestri del Tigray La giornata sarà dedicata alla regione del Tigray, zona di Gheralta (circa 50 km a nord di Makallè), dove si visiteranno le chiese rupestri che sono state costruite, ma forse è meglio dire “scolpite” nella roccia, sfruttando grotte e cavità naturali generalmente sulla cima di monoliti di roccia che si innalzano nella vallate. Ne visteremo alcune ognuna con la propria caratteristica, la religiosità dei fedeli e la stupefacente ambientazione. Pranzo a picnic. In serata rientro a Makallè, cena e pernottamento in hotel. N.B. la salita ad alcune di queste chiese è abbastanza impegnativa. Necessaria circa un’ora di cammino su sentieri impervi.

13° giorno / Makallè – Addis Abeba – partenza Trasferimento in aeroporto e volo di linea per Addis Abeba. Arrivo, accoglienza all’aeroporto e trasferimento in hotel con camere a disposizione in day-use fino alle ore 18,00. In funzione dell’orario del volo locale, se ci sarà tempo, si effettua una breve visita all’interessante museo antropologico e/o al Museo etnografico. Cena libera e quindi trasferimento in aeroporto per l’imbarco sul volo per l’Europa.

14° giorno / Francoforte – Italia Arrivo a Francoforte in mattinata e coincidenza per l’Italia.

 Trasporti – Si utilizzano automezzi fuoristrada tipo Toyota Land Cruiser o similari con massimo 4 passeggeri + autista per auto. E’ inoltre prevista una vettura di assistenza per il trasporto delle attrezzature e delle guide Afar.
Organizzazione – Per il mezzogiorno si effettuerà un sosta per il pranzo a pic-nic o in ristoranti locali. Guida-autista locale di lingua inglese, accompagnatore italiano da 8 partecipanti. Pernottamenti – Hotel Intercontinentale (5*****) a Addis Abeba. A Makallè medio ma con servizi privati. Modesto ad Awash. Alcune camere a disposizione l’ultimo giorno prima della partenza ad Addis Abeba. I campi in Dancalia non possono essere fatti liberi nel deserto ma, per ragioni di sicurezza, bisogna pernottare negli spazi presso i villaggi o le stazioni di polizia. Non sempre questi sistemazioni sono confortevoli, ma purtroppo non c’è alternativa.
Clima – Nelle regioni dell’altopiano etiope il clima è temperato e secco, soleggiato con notevole escursione termica tra giorno e notte dovuto all’altitudine (anche 20° di differenza). In inverno le medie sono di 20°-25° di giorno e 7°-10° di minima, ma nei passi di montagna più alti anche di giorno la temperatura può essere fresca. Nella depressione dancala temperature calde che durante il giorno circa 40° e temperate di notte (circa 20°).
Disposizioni sanitarie – Non è richiesta la vaccinazione contro la febbre gialla se si proviene direttamente dall’Europa. Consigliata la profilassi antimalarica. Si consiglia di comunque di informarsi presso l’Ufficio d’Igiene provinciale.
Formalità burocratiche – E’ richiesto il visto d’ingresso che si ottiene direttamente all’arrivo ad Addis Abeba previo pagamento dei diritti (€ 17 / USD 20).
Grado di difficoltà – Viaggio impegnativo per i numerosi campi, l’alta temperatura, la polvere, le piste dissestate e l’escursione a piedi al vulcano Erta Ale.

supplemento singola €   95
tasse aeroportuali, security e fuel surcharge  € 370 (circa) (*)
copertura assicurativa “all inclusive” (assistenza sanitaria, rimborso spese mediche, bagaglio, infortuni, “rischio zero”) incluse spese amministrative € 82
assicurazione annullamento viaggio facoltativa comprensiva dell’assicurazione integrativa medico/bagaglio 4%
assicurazione integrativa facoltativa medico/bagaglio (per aumentare da € 15.000 a € 55.000 il rimborso delle spese  mediche in loco e da € 750 a € 1.500 il rimborso bagaglio) €   45
spese gestione pratica €  80
(*) l’importo delle tasse aeree è indicativo in quanto dipende dal rapporto di cambio del
USD e del costo del petrolio, stabilito dalle compagnie aeree. Il valore esatto viene definito
all’atto dell’emissione dei biglietti aerei ed è specificato sul biglietto.

  • PREZZO: da Euro 1.700
  • LA QUOTA INCLUDE: voli intercontinentali di linea Lufthansa in classe economica, accoglienza e trasferimenti aeroporto / hotel e viceversa con automezzi privati, i pernottamenti in hotel, ove previsti, in camere con servizi privati, pensione completa durante tutto il viaggio eccetto i pasti a Addis Abeba, trasporto con automezzi tipo Toyota Land Cruiser 4x4 o similare, autista-guida locale di lingua inglese, accompagnatore italiano, l’ingresso del Parco Nazionale Awash, i permessi per visitare la regione dancala, il nostro dossier culturale.
  • LA QUOTA NON INCLUDE: tasse aeree, visto, spese gestione pratica e assicurazione: circa 300 Euro