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Campania: Sulle tracce del passato

Avvicinare i ragazzi alla conoscenza diretta di alcune realtà archeologiche e storiche del Parco.
Conoscere attraverso visita in loco degli scavi archeologici di Velia e il paese fantasma di S.Severino di Centola, il centro storico di Roccagloriosa e Camerota, le torri costiere.
Conoscere l’armonia esistente tra i quattro siti e la parte di territorio in cui sono ubicati.
Conoscere le ragioni per cui i quattro siti sono stati ubicati in quella parte di territorio e non altrove.
Conoscere i valori storici e socio-culturali dei quattro siti.
Conoscere il valore che aveva il concetto di difesa per i popoli che abitarono Velia, San Severino di Centola, Roccagloriosa e Camerota.
I ragazzi saranno quindi indotti a partorire, attraverso il confronto, le differenze tra i diversi siti, tra le tecniche di difesa adottate e l’impatto ambientale scaturito dalle stesse, registrando il tutto con appositi strumenti in relazione alla maturazione della coscienza ambientale.

San Severino di Centola
Il borgo medioevale di San Severino di Centola è un paese fantasma disabitato da mezzo secolo. Situato in posizione dominante sulla Valle del Mingardo, si trova sui dirupi della Gola del Diavolo, dove nel 1075 venne ucciso in un’imboscata il longobardo Guido, Conte di Policastro. Le origini di San Severino sono legate ai Longobardi che costruirono sul colle una torre di avvistamento, poi venne costruito il castello e man mano si sviluppò l’intero casale sul crinale. Della chiesa di Santa Maria degli Angeli resta in piedi solo il lato destro e il campanile, mentre il castello e la torre sono dei ruderi molto suggestivi.

Velia

L’antica Città di Elea-Velia venne fondata dai Focei, un popolo di esperti navigatori, costretti ad abbandonare la loro patria, Focea nell’Asia minore. Dopo varie peregrinazioni nel mediterraneo, nel 540 a.C. si fermarono in un luogo simile a quello lasciato nella madre patria fondando la città di Hyele. La città acquistò presto grande fama ed esercitò un ruolo importante nel Tirreno per la prosperità dei commerci, ma dovette sostenere numerose lotte. Nell’anno 88 a.C. diventò Municipio romano e prese il nome di Velia; durante la guerra civile fu base navale di Bruto ed Ottaviano. A seguito della costruzione della via Popilia, che sfrutta le vie interne per i collegamenti tra Roma ed il sud a scapito delle città costiere, e le alluvioni che resero paludosa la zona bassa della città costrinsero gli abitanti prima a rifugiarsi nelle zone alte della città fino ad abbandonarla definitivamente.

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